L’inviato speciale dell’Unione europea per Cipro, Johannes Hahn, si è dimesso dopo un breve ma significativo mandato di dieci mesi, segnando un nuovo capitolo nel lungo e complesso percorso verso la riunificazione dell’isola.
Hahn, esperto diplomatico austriaco ed ex commissario europeo con una profonda esperienza nelle politiche regionali, nell’allargamento e nelle questioni di bilancio, ha lasciato l’incarico per assumere la presidenza del Consiglio generale della Oesterreichische Nationalbank (OeNB).
La Commissione europea ha confermato le dimissioni lunedì tramite il portavoce per la politica di coesione, Maciej Berestecki. “Il signor Hahn si è dimesso dalla sua posizione di inviato speciale della Commissione per Cipro a causa di altri impegni”, ha dichiarato durante il briefing di mezzogiorno.
Ha sottolineato che la Commissione rispetta la scelta di Hahn e ha espresso gratitudine per il suo contributo al processo di soluzione nell’ultimo anno. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, dovrebbe decidere a breve i prossimi passi, inclusa la nomina di un successore. Fonti del governo cipriota indicano che la sostituzione potrebbe arrivare a breve, con il presidente Nikos Christodoulides che ha già discusso la questione direttamente con von der Leyen.
Nominato il 14 maggio 2025, il ruolo di Hahn era chiaramente definito: dialogare con tutte le parti interessate, favorire la fiducia tra le comunità divise e preparare il terreno per la ripresa dei negoziati di pace formali.
I suoi sforzi erano allineati alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e ai principi, valori e quadri giuridici dell’Unione, con l’obiettivo finale di una soluzione globale, funzionale e sostenibile alla questione cipriota. Hahn ha lavorato in stretta coordinazione con María Ángela Holguín, inviata personale del Segretario generale delle Nazioni Unite.
Nonostante le difficoltà iniziali – il leader turco-cipriota Ersin Tatar aveva rifiutato di incontrarlo al momento della nomina e la Turchia aveva criticato pubblicamente il ruolo ritenendolo sbilanciato a favore della Repubblica di Cipro – Hahn ha perseverato.
Il successore di Tatar, Tufan Erhürman, lo ha invece incontrato durante la visita del dicembre 2025. In alcune interviste, Hahn si era detto ottimista, descrivendo la riunificazione come politicamente possibile ed economicamente trasformativa per tutti i ciprioti. Aveva invitato i leader a considerare il compromesso non come una concessione, ma come un investimento strategico nella prosperità condivisa, dichiarando: “È il momento di ottenere risultati”.
Hahn ha informato sia la Commissione europea sia le Nazioni Unite delle sue dimissioni tramite lettere formali. In una nota personale al presidente Christodoulides, ha ribadito l’importanza cruciale di risolvere la questione cipriota – non solo per migliorare la vita quotidiana dei cittadini, ma anche per consentire la piena applicazione delle politiche dell’Unione e rafforzare stabilità e sicurezza nel Mediterraneo orientale.
Negoziati bloccati e sfide persistenti
Le dimissioni di Hahn arrivano in un momento di stallo prolungato nei tentativi di riavviare negoziati sostanziali. L’isola è divisa dal 1974, quando la Turchia invase il nord in seguito a un colpo di Stato volto all’unificazione con la Grecia. Gli accordi di indipendenza del 1960 stabilirono Grecia, Turchia e Regno Unito come potenze garanti, un assetto che continua a influenzare i negoziati. I colloqui ufficiali sono falliti nel 2017 a Crans-Montana, e da allora le posizioni si sono irrigidite: la parte turco-cipriota e Ankara sostengono una soluzione a due Stati, mentre la Repubblica di Cipro e la Grecia difendono la visione, sostenuta dall’ONU, di una federazione bizonale e bicomunale.
Negli ultimi mesi si sono registrati progressi limitati. Entrambi i leader ciprioti hanno incontrato separatamente il Segretario generale dell’ONU, António Guterres, ma non sembra imminente una riunione in formato allargato che includa anche le potenze garanti.
Holguín ha visitato Cipro a gennaio per colloqui con i leader e, in un editoriale di febbraio, ha avvertito che la prima metà dell’anno offre poche possibilità di svolte significative. Ha sottolineato la necessità di passi preparatori concreti verso una possibile ripresa dei negoziati a luglio, dando nel frattempo priorità a iniziative di riavvicinamento tra le comunità. Le sue future visite, ha indicato, dipenderanno da segnali concreti di progresso.
Il presidente Christodoulides ha incontrato il 18 marzo Guterres a Bruxelles, dove hanno ribadito l’ambizione comune di ottenere progressi sostanziali sulla questione cipriota entro la fine del mandato del Segretario generale. Christodoulides ha evidenziato anche i recenti colloqui di Guterres in Turchia e l’obiettivo condiviso di rilanciare negoziati in formato ampliato.
Il presidente cipriota ha inoltre aggiornato il Consiglio nazionale il 23 marzo, informando i leader politici sui suoi recenti incontri con Holguín, Erhürman, Guterres e von der Leyen. Il portavoce del governo, Konstantinos Letymbiotis, ha ribadito l’impegno continuo al dialogo nonostante le difficoltà.
Il nome di Hahn, nel suo precedente ruolo di commissario europeo al bilancio, è stato infine menzionato in un’indagine su possibili irregolarità legate alla vendita di immobili di proprietà dell’Unione nel 2024.
Tradotto da Cesare Ceccato. Leggi qui l’articolo originale.
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